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IMPOSTE ALL'ESTERO
Come evitare la
doppia tassazione
Avete un'azienda che commercia con l'estero?
Volete esportare i vostri prodotti o aprire
direttamente una filiale in un altro stato?
ATTENZIONE!!! Potrebbero chiedervi due volte
le stesse imposte.
Ogni Stato, come sancito dal diritto internazionale, ha la facoltà di tassare
il reddito prodotto da un'azienda sia internamente
che all'estero nei modi che ritiene più
favorevoli ai propri interessi. Questo diritto
crea sostanzialmente delle zone in cui e
più favorevole investire o con cui e più
conveniente fare business.
L'imposizione fiscale avviene secondo due
principi fondamentali: quello di territorialità
e quello di residenza. Il primo prende
in considerazione il Paese in cui si produce
il reddito, il secondo il Paese in cui risiede
l'azienda. Il risultato è che all'impresa
può capitare di vedersi il reddito tassato
due volte.
Per superare il problema è necessario fare
riferimento ad altri due sistemi: il
metodo dell'esenzione e il metodo
del credito d'imposta.
Il metodo dell'esenzione prevede
sostanzialmente che lo Stato di residenza
dell'impresa esenti integralmente
o progressivamente da tasse il reddito
prodotto all'estero (negando però la possibilità
di compensazione delle perdite): integralmente,
quando lo Stato di residenza dell'impresa
riconosce allo Stato estero in cui viene
prodotto il reddito la completa sovranità
d'imposizione rinunciando totalmente alla
propria; progressivamente, quando il reddito
prodotto all'estero è sì esente, ma allo
stesso tempo aumenta la base imponibile
nella determinazione dell'aliquota applicabile
al reddito prodotto all'interno. Facciamo
un esempio: un'azienda che produce redditi
in un Paese straniero e nel proprio dovrà
versare regolarmente nelle casse dello Stato
estero le imposte locali sul reddito, evitando
di doverle pagare nel Paese di residenza,
ma al momento della determinazione dell'aliquota
d'imposta nello Stato di residenza i due
redditi andranno sommati.
Il metodo del credito d'imposta
fa sì che il reddito prodotto all'estero
sia tassato anche nello Stato di residenza,
ma permette la deduzione delle imposte già
pagate nel Paese di produzione. Tale deduzione
avviene in maniera integrale od
ordinaria: nel primo caso sono deducibili
le imposte pagate all'estero anche se superiori
a quelle che l'azienda avrebbe sostenuto
nello Stato di residenza; nel secondo è
concessa la deduzione solo fino a concorrenza
delle imposte che l'azienda avrebbe eventualmente
pagato nel Paese di residenza.
Proprio per la facoltà che il legislatore
ha di imporre tasse nel modo che ritiene
più opportuno, può capitare che uno Stato
estero possa scegliere di tassare il reddito
prodotto al suo interno ma di non richiederne
il versamento. Questa "agevolazione" - che
crea per l'impresa un credito d'imposta
fittizio da poter vantare nei confronti
dell'erario dello Stato di residenza - viene
concessa principalmente dai Paesi in via
di sviluppo con l'intento di creare condizioni
d'investimento maggiormente favorevoli rispetto
ad altre Nazioni economicamente più avanzate.
Insomma, per le aziende che vogliano spostare
anche all'estero i propri interessi si prospettano
una serie di situazioni ed adempimenti che
purtroppo risultano spesso poco chiari ed
imprecisi. L'aiuto di professionisti del
settore è pertanto necessario ad ogni imprenditore
che voglia affrontare al meglio tali problematiche.
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